Dopo un secolo riapre ai fedeli la grotta dell’Acquasanta

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x gentile concessione della giornalista Alessandra Turrisi

Dall’oblio «riemerge» la fonte sacra  – leggi gli articoli:

(dal Giornale di Sicilia) La grotta dell

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LA CHIESA IPOGEICA DELLA

 

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Riapre a Palermo, dopo un secolo di chiusura, l’antica grotta della Acquasanta. Domani, sabato 13 maggio alle 16 la grotta verrà riaperta dal parroco don Marco Lupo e lì sarà collocato un quadro della Madonna che idealmente riproduce l’antica immagine miracolosa della Madonna della Acquasanta, andata perduta. Il  quadro viene donato da Arrigo Amato, socio fondatore della U.C.A.I di Palermo (Unione Cattolica Artisti  Italiani) ed è stato realizzato dalla pittrice romana Bernadette Ferrari. La grotta ipogeica dell’Acquasanta, fin dalla dall’antichità era un santuario dedicato dai Fenici  al Dio Baal, come si deduce da una stele ritrovata nei dintorni.  Nell’ anno 1022 venne scoperta un’ immagine della Madonna nascosta dentro la grotta, che da quel momento venne venerata come Madonna dell’ Acquasanta.
Dentro la grotta sgorga una sorgente di acqua che un tempo veniva adoperata per cure termali. Il feudo Barca, nel cui territorio sorgeva la grotta, apparteneva fin dal 1296 alla famiglia Calvello o Caravello. In seguito al testamento di Donna Luisa Caravello, nel 1451, il feudo passò in eredità ai padri benedettini di S. Martino delle Scale che promossero la devozione alla Madonna nella grotta, che allora  era l’unica chiesa a cui si recavano I pescatori dell’Acquasanta.
Nel 1774 la grotta fu concessa al barone Mariano Lanterna che la adornò di altari, affreschi e marmi  e ne affidò la cura spirituale ad un suo parente, fra Bernardo Lanterna che incrementò il culto della Madonna, come dimostravano le tante tabelle votive attestanti miracoli, grazie e guarigioni operate dalla Madre di Dio in quella  grotta, che in seguito venne denominata “La Lourdes della Sicilia” per le tre caratteristiche di Lourdes: la grotta, la sorgente dell’ acqua e la Madonna.
Nel 1871 fu acquistata dai sacerdoti fratelli Pandolfo, che utilizzarono l’acqua della grotta per edificarvi nei pressi uno stabilimento termale, i cui proventi servirono ad edificare la nuova chiesa parrocchiale.
Agli inizi del 900, in seguito alla morte dei fratelli Pandolfo, la grotta fu chiusa ed in seguito saccheggiata, vandalizzata e spogliata delle sue opere d’ arte, persino degli altari.

 

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