Messaggio di Natale. Mons. Lorefice “Aiutiamoci a essere più fratelli perché così daremo più gioia a Dio”

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Mons. Lorefice “Aiutiamoci a essere più fratelli perché così daremo più gioia a Dio”

In questi giorni noi tutti saremo condotti verso una grotta e la grotta di Betlemme, quella grotta dove una mangiatoia non farà altro che accogliere un bambino.
I nostri occhi puntano tutta la loro attenzione su un bambino che nasce in una mangiatoia, ma è significativo il fatto che gli evangelisti, in particolare penso a Luca, ci dicano il nome della piccola città, se vogliamo chiamarla città, dove nascerà questo bambino.
E’ Betlemme, è la città del pane e Gesù nasce in una mangiatoia è come se si dispone già dal suo primo vagito dentro un luogo perché tutta la sua vita possa essere pane per altri. E’ bello intanto cogliere il significato che Luca ci vuole intanto consegnare.
Il mistero della nascita di Gesù è il mistero di Dio che ama gli uomini come un padre e come ogni padre provvede al cibo essenziale e Gesù viene nella vita nostra umana di ogni giorno, e viene perché deve essere il testimone di un Dio che si prende cura. Che ci vuole felici e per questo non ci fa mancare ciò che è essenziale ed è significativo che poi lo stesso evangelista Luca alla fine del suo Vangelo, quando Gesù ormai ha finito, in fondo, la sua vita terrena, viene deposto e Luca lo dice con le stesse parole di quando Gesù viene deposto nella mangiatoia. Gesù verrà deposto, invece, in un sepolcro, li dove ci sarà il suo corpo esangue, quel corpo che lui aveva detto nell’ultima cena farsi pane: “Questo è il mio corpo per voi”.
Che bello che a Natale noi possiamo cogliere chiaramente il mistero completo, totale, di un amore che si fa concretezza, di un amore che si fa carne e il verbo si fece carne.
Di un amore che si fa pane che sfama tutti. Ecco perché Natale è la festa della gioia, ecco perché a Natale tutti ci dobbiamo ricordare che siamo fratelli perché il Padre ci raduna nel suo Figlio, Lui ci vuole cittadini di una città che deve portare il nome di Betlemme. E guardate che Gesù non nascerà ne a Roma ne a Gerusalemme, ma nascerà a Betlemme, è come se volesse dire anche se vogliamo attualizzare il Vangelo, che in fondo ogni città deve essere il luogo dove si rivela l’amore di Dio e dove cresce dunque la concretezza dell’amore fraterno. Per cui si fa a gara perché nessuno sia infelice.
Allora io penso, che questo sia il messaggio più bello. Permettiamo a Dio di amarci ancora nel suo Figlio che si fa pane per noi, che si fa carne per noi, ma soprattutto nel suo Figlio che ci ricorda che siamo fratelli, aiutiamoci insieme, e lo dice, anche da questo punto di vista, un Vescovo che ha avuto come consegna una porzione del popolo di Dio, un Vescovo che abita in questa città, in questo diocesi a Palermo, che si accorge che c’è tanto bisogno di un pane che raggiunga tutti, il pane fisico.
E penso a quanti non lo avranno perché si perde il lavoro, ma penso anche a quanti hanno bisogno del pane della speranza, della consolazione, della solidarietà dell’accoglienza, ed è chiaro che ognuno di noi si deve sentire interpellato a partire da questo Dio che vuole effondere il suo amore sulla terra, nel suo Figlio, per noi che ognuno di noi sia un fratello per altri, ognuno di noi deve far si che la città che abita, anche se poi geograficamente porterà un nome preciso, debba essere realmente una Betlemme, deve portare questo nome.
Aiutiamoci tutti perché Dio è padre di tutti, ma anche i fratelli dobbiamo saper accogliere il pane che Dio provvede, dobbiamo distribuirlo, dobbiamo far si che a nessuno ne venga a mancare, ecco perché è importante che a Natale dobbiamo essere anche più fratelli aiutiamoci a essere più fratelli perché così daremo più gioia a Dio, ecco perché arrivi anche oggi l’annunzio che risplende a Natale. Gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Auguri a tutta la nostra grande famiglia diocesana, auguri per le nostre città, auguri alla nostra amata Palermo.